Insegnare il dialetto piacentino ai bambini?

Dedichiamo questo video a tutti i genitori, piacentini e non. In particolare a quei genitori che osteggiano l’apprendimento delle lingue regionali (“il dialetto”) da parte dei propri figli. A quei genitori, nonni, zii, insegnanti, babysitter ed educatori che ancora attuano una forma di censura nei confronti degli idiomi locali d’Italia, erroneamente considerati come corruzioni della lingua di Dante, vernacoli che ostacolano l’apprendimento dell’italiano, parlate che fanno fare brutta figura a scuola e in società, codici bassi e poco dignitosi che denotano scarsa istruzione. A tutti costoro chiediamo di prenderesi cinque minuti – ci si può fermare al minuto 4:48 – per sentire cosa suggerisce l’esperta ai genitori sull’insegnamento del “dialetto” ai bambini. L’esperta in questione si chiama Roberta D’Alessandro ed è una linguista dell’Università di Leida (Paesi Bassi).

Non sarà sfuggito che il titolo del video è “Il dialetto abruzzese”. Cosa c’entra allora con il piacentino? Tranquilli, non parliamo di abruzzese, visto che non ne sappiamo niente. Ma c’entra perchè basta sostituire l’aggettivo abruzzese con piacentino, bobbiese, ligure, emiliano, veneto, bellunese, salentino, reggino, siciliano, alessandrino, piemontese o quello che preferite.

Cliccate per scoprire che non farete alcun danno ai vostri figli se trasmetterete loro la lingua che i nostri antenati hanno parlato per secoli. Anzi…