Immagine del servizio di Alberto Brenni di Telelibertà sul dialetto piacentino.

Al dialëtt piaśintëi al telegiurnäl

Cumplimëit a l’Alberto Brenni, giurnalista ad Telelibartä, p’r al sò servìssi ad ier sira tütt in piaśintëi. Al mutìv ad la nuitä par i telespetattur dal telegiurnäl l’é stä la quärta edissión ad la Giurnä Nassiunäla dal dialëtt e dil lëigui lucäli, invintä da l’Ünión Nassiunäla Pro Loco d’Italia (Unppli).

Vói d’intervistä, l’attùr Pietro “Pédar” Rebecchi ad la Famiglia Piasinteina, l’ha fat la sò prupòsta: la televisión, la radio e al giurnäl ad Piaśëisa i g’arìssan da fä vëd e sëit püssè al piaśintëi, i g’arìssan da däg püssè impurtansa. E anca la scòla la g’arìss da fä la sò pärt.

E viätar cus dśiv? Siv d’acòrdi cun ‘l Pédar?

 

 

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Alla ricerca dell’ortografia

Di ortografia del piacentino si parlerà questo fine settimana nel secondo e ultimo di due incontri sul dialetto che si terranno a Piacenza nella Sala Panini di palazzo Galli.

Si inizierà alle 18 di venerdì 5 con il convegno dal titolo “Lingua o dialetto”, durante il quale i relatori Luigi Paraboschi e Andrea Bergonzi prenderanno in esame la storia della nostra variante linguistica emiliana e gli studi fino ad ora condotti su di essa.

Ma è sabato 6, sempre alla stessa ora, che si entrerà nel vivo di uno spinoso argomento che spesso tiene banco sui social network non senza scaldare gli animi: l’ortografia. Nel corso di “Leggere e scrivere il piacentino” i due relatori, che hanno perfezionato l’Ortografia piacentina unificata, approfondiranno appunto questo aspetto indispensabile per ridare dignità al bistrattato dialetto. Ai partecipanti, che dovranno segnalare la propria presenza secondo le modalità indicate nella locandina sotto riportata, sarà distribuita una copia del Prontuario ortografico piacentino.

Locandina di "Stati generali dei dialetti - Studi in onore di Guido Tammi"

La locandina dei due convegni sul dialetto piacentino ospitati a palazzo Galli a Piacenza.

 

A scuola di bobbiese

Fa piacere scoprire che non sempre la scuola italiana ha pregiudizi nei confronti delle lingue locali. Un esempio positivo in questo senso viene da Bobbio.

Come ha riportato Libertà, il quotidiano di Piacenza, pochi giorni dopo la fine delle lezioni, durante l’anno scolastico gli studenti delle medie hanno potuto seguire un corso di dialetto bobbiese che li ha calati nella cultura linguistica del proprio territorio. Organizzata per il secondo anno consecutivo in collaborazione con l’associazione culturale Ra Familia Bubièiza, l’iniziativa ha riavvicinato i giovanissimi a quel repertorio orale e tradizionale che sulla montagna piacentina è messo a dura prova non solo dai fattori che hanno messo in crisi tutti i dialetti d’Italia, ma anche dallo spopolamento delle valli.

Quella di Bobbio è infatti una particolare varietà con propri elementi identificativi che lo distinguono non solo dai dialetti parlati nei settori orientali e centrali della provincia di Piacenza, ma anche dagli altri dialetti liguri o di transizione tra emiliano e ligure parlati sull’Appennino piacentino. Per il bobbiese, lo ricordiamo sono stati già pubblicati una grammatica e un vocabolario: dell’uscita di quest’ultimo, all’epoca, si occupò anche il quotidiano Il Giornale (leggi l’articolo).

Sarebbe apprezzabile che analoghi tentavi per mantenere in vita il piacentino venissere replicati anche a Piacenza e in altri comuni della provincia.

Stemma comunale di Bobbio (provincia di Piacenza)

Lo stemma municipale di Bobbio.

Nuovo corso di dialetto piacentino

Al via una nuova edizione del Corso di dialetto e cultura piacentina tenuto dalla Famiglia Piasinteina. L’iniziativa riprende a soli sette mesi dalla conclusione del partecipato ciclo  precedente, che si era chiuso con la consegna di 119 attestati di frequenza.
Gli incontri, dodici, si svolgeranno a Piacenza in via San Giovanni 7 a partire dalle 18 di mercoledì 19 novembre. Saranno dedicati alla memoria di don Luigi Bearesi, il sacerdote studioso del dialetto piacentino e poeta dialettale, nel decennale della sua scomparsa.

L’iscrizione, che dev’essere effettuata entro il 14 novembre, è gratuita. Per info: 0523328393 (merc. e ven. dalle 17,30 alle 18,30); famigliapiasinteina1953@gmail.com; www.famigliapiasinteina.com

Qui sotto la locandina con il programma.

Il programma del Corso di cultura e dialetto piacentino.

Il programma del Corso di cultura e dialetto piacentino.

Tradotto il Padre Nostro in dialetto piacentino

Immagine esterna della chiesa del Pater Noster a Gerusalemme

La chiesa del Pater Noster a Gerusalemme. Fonte: http://www.seetheholyland.net

Che in dialetto si potesse parlare con Dio è ormai opinione comune grazie ad un celebre aforisma del poeta dialettale romagnolo Raffaello Baldini. Ora però tale affermazione è sempre più veritiera dal momento in cui a Gerusalemme i versi del Padre Nostro campeggeranno anche in piacentino (il blog se n’era già occupato lo scorso febbraio in questo post). Di recente il vescovo della Diocesi di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, ha infatti approvato canonicamente la traduzione della preghiera curata da Luigi Paraboshi e Fausto Fiorentini della Famiglia Piasinteina. Di seguito, il testo della preghiera.

Pädar Nostar

Pädar nostar ca ta stä in dal ciel
sia santificä al to num
vegna al to regn
sia fata la to vluntä
‘csé in ciel cmé in sla terra
dagh incö al noss pan d’ogni dé
armëtta a noi i noss debit
tant cmé noi j’armëttum ai noss debitur
e lassagh mia in tentasion
ma libera tütt noi dal mäl.
Amen.

L’orazione in piacentino sarà esposta entro breve nella chiesa del Pater Noster, un tempio cattolico nel quale le sue trascrizioni in innumerevoli lingue nazionali e locali sono esibite su pannelli di mattonelle. Tra quelle meno conosciute figurano il milanese, il cherockee, il nizzardo, il maya, il frisone, il piemontese, il bisiacco (varietà veneta parlata in provincia di Gorizia), il valenziano, il maiorchino, il basso-tedesco, il friulano, l’alsaziano e il romagnolo.

La notizia è stata ufficializzata dal quotidiano Libertà nei giorni scorsi.

Immagine raffigurante un pannello con l'iscrizione del Padre Nostro in nizzardo.

Un pannello recante il Padre Nostro in nizzardo. Fonte: http://www.christusrex.org/

Daniele Ronda in s’al Giurnäl ad Milan

Ier in s’al Giurnäl ad Milan l’é vegn föra un articul c’ al pärla ad Daniele Ronda, al cantant ad Pudinsan c’ un po ad tëimp fa l’äva registrä un disc in piaṡintëin. In dal so discurs l’invida a vargugnäs mia dal piaṡintëin e di ätar lëingui ca siguitùm a ciamä dialët. E l’ha spiegä cus völ dì par lü parläl anca al dé d’incö.

Ecu cus al g’ha dit Ronda al giurnalista: «Fino a un po’ di tempo fa il dialetto era una cosa di cui vergognarsi, anche perché sapeva di vecchio e malinconico. Ora non è più così. Dietro al dialetto c’è un messaggio universale, col quale si esprime amore per il proprio territorio e per le proprie radici. Ne sono stra-convinto. Altrimenti non troverei gente in Sardegna piuttosto che in Calabria che ama i miei pezzi in dialetto piacentino, no?»

Sum sicür c’ al so penültim disc folk ad dü an fa, “La sirena del Po”, l’é sarvì a fä capì ai püsé giuan che al piaṡintëin al pö – e al g’ha – da esist anca in di an des dal Dümila. Par cul mutiv ché, sperùm c’ anca al prosim al sia in piaṡintëin dop “La rivoluzione” in italian.

"La sirena del Po", al vec' album ad Daniele Ronda cantä in pärt in piaṡintëin.

“La sirena del Po”, al vec’ album ad Daniele Ronda, cantä in pärt in piaṡintëin.

Intanto a Parma si fa sul serio

Per una volta, carissimi piacentini, mettiamo al bando le lamentele sugli “scippi” di prodotti e progetti operati a nostro svantaggio dagli ingombranti vicini parmensi e proviamo – come diciamo sempre senza farlo mai – a guardare a Parma come ad un esempio. Anche in campo linguistico.

Visto il crescente interesse per il dialetto degli ultimi anni, è nata a Parma la Consulta del Dialetto e della Cultura parmigiana. Lo scopo primario è quello di rafforzare l’appartenza e l’identità territoriale, difendendo e promuovendo il dialetto. Il prossimo passo che muoverà l’organismo, come stabilito a metà giugno, sarà quello di adottare una norma ortografica valida per tutte le varietà diffuse nel Parmense. Alle regole ortografiche dovrà quindi attenersi chi intende scrivere in parmigiano piuttosto che in fidentino. E per facilitare gli scriventi, la Consulta metterà a disposizione la consulenza di un team di esperti.

La notizia è stata resa nota dalla Gazzetta di Parma, attraverso un intervento intitolato «Anche il dialetto si è dato una “regolata”», a firma Giuseppe Mezzadri. Che sottolinea: «Dialetto che solo per comodità definiamo dialetto. In realtà la nostra parlata è una lingua con tutta la dignità di una lingua».

Ma Parma non si ferma qui. Come si legge nell’intervento dell’esponente della Consulta, un linguista dell’Università di Parma sta redigendo una grammatica completa del parmigiano. Inoltre, il Servizio biblioteche del comune di Parma sta attivando una “teca digitale” del materiale dialettale disponibile, prevedendo anche la digitalizzazione in .pdf (ricercabile) di tutti i vocabolari dialettali.

Magari, in futuro, anche a Piacenza

Immagine dell'articolo tratto dalla Gazzetta di Parma

L’intervento sulla Consulta del Dialetto parmigiano di Giuseppe Mezzadri pubblicato sulla Gazzetta di Parma.