Le Pleiadi

Immagine di una mappa delle Pleiadi

Una mappa delle Pleiadi, conosciute in dialetto piacentino come la Ciösa o la Ciòsa. Fonte: Wikipedia.

Ciösa o Ciòsa in dialetto piacentino non è solamente il sostantivo che designa la chioccia. Con questo nome, scritto con lettera maiuscola, sono chiamate infatti anche le Pleiadi. Si tratta di un ammasso di stelle della costellazione del Toro, molto note fin dall’antichità. La loro luminosità non è mai sfuggita nemmeno ai nostri antenati, che le indicavano rifacendosi ad un’immagine probabilmente derivante dalla mitologia germanica, in particolare norrena: per i vichinghi erano appunto le galline della dea Freyja. I greci le additavano come le Sette sorelle, altro soprannome sopravvissuto nella lingua italiana, insieme a Gallinelle o Chioccetta (a chiamarle così, tra gli altri, è Giovanni Pascoli nella poesia Il gelsomino notturno). Gli astronomi di oggi le catalogano invece come M45.

Le Pleiadi sono centinaia di stelle, ma ad occhio nudo è possibile individuarne almeno sette in un cielo buio come quello dell’Appennino piacentino. E se si ha una vista particolarmente acuta, addirittura nove. Basta volgere lo sguardo ad est poco dopo il tramonto, quando cioè sorge la costellazione del Toro.
Per osservare la Ciösa (o la Ciòsa) nei cieli di Piacentino bisognerà però attendere l’autunno.

La costellazione del Toro. Fonte: Wikipedia

La costellazione del Toro. Fonte: Wikipedia

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