Il corso che mantiene vivo il dialetto piacentino

Forse il dialetto piacentino non godrà di ottima salute, ma saprà resistere ancora alle campagne contro le lingue locali finchè esisteranno iniziative come il Corso di dialetto e cultura piacentini organizzato dalla Famiglia Piasinteina. Ieri la conclusione, con la consegna di 119 attestati di frequenza. Un numero che sottolinea infatti l’interesse che muove i piacentini a non abbandonare o a riscoprire le proprie radici e la loro coscienza linguistica. Tra gli iscritti, anche una signora proveniente dalla Cina e una di origini francesi.

Del buon esito del corso, partito negli anni Settanta e riproposto ininterrotamente dalla metà dei Novanta, si è occupata anche PiacenzaSera con articolo, foto, e video interviste a partecipanti e organizzatori.

Chissà se sarà questa la strada per posticipare almeno l’estinzione del piacentino. Sulla base di indagini Doxa e Istat, infatti, vent’anni fa il linguista Gaetano Berruto ipotizzò due date sulla definitiva scomparsa dei dialetti d’Italia. La prima, la più pessimistica, prevede il 2030. Un’altra riformulazione stabilì che dovrebbero sparire nel 2350.

Qui sotto, l’intervista al presidente (al radur) della Famiglia Piasinteina, Danilo Anelli.

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